Dal 1° luglio 2026 il costo del visto per il Giappone quintuplicerà, con un impatto diretto su tutti i viaggiatori italiani che devono richiedere un documento d’ingresso prima di partire (agli italiani non serve visto per turismo e affari fino a 90 gg.). Il governo giapponese ha approvato la revisione ufficiale dei diritti consolari il 19 giugno 2026, e la misura entrerà in vigore senza possibilità di deroga per le domande presentate a partire da quella data.
Si tratta della prima modifica alle tariffe dei visti giapponesi dal 1978: quasi cinquant’anni di prezzi invariati, ora aggiornati in un’unica revisione che porta i costi a livelli allineati all’inflazione e alle fluttuazioni valutarie intervenute nel frattempo.
Quanto costano i nuovi visti per il Giappone dal 1° luglio 2026
I nuovi importi rappresentano un aumento del 400% rispetto alle tariffe precedenti. È una variazione significativa che richiede una pianificazione anticipata del budget di viaggio.
Ecco il confronto diretto tra vecchie e nuove tariffe (verificare sempre il cambio euro/yen):
- Visto a ingresso singolo: da 3.000 a 15.000 yen (da circa 16 € a circa 81 € )
- Visto a ingressi multipli: da 6.000 a 30.000 yen (da circa 32 € a circa 162 €)
Le tariffe di riferimento rimangono fissate in yen giapponesi. Le ambasciate e i consolati potranno riscuotere i diritti in valuta locale, secondo le normative vigenti in ciascun paese.
L’annuncio è stato dato ufficialmente dal ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi durante una conferenza stampa. Il ministero ha pubblicato anche un documento preparatorio in primavera, in cui si spiegava la necessità di adeguare i costi alle condizioni economiche attuali.
Domanda frequente: da quando si applicano le nuove tariffe?
Risposta: Le nuove tariffe entrano in vigore il 1° luglio 2026 e si applicano a tutte le domande di visto depositate a partire da quella data. Le domande presentate prima del 1° luglio 2026 saranno soggette alle tariffe precedenti, pari a 3.000 yen per il visto singolo e 6.000 yen per il multiplo.
Chi è soggetto al visto per il Giappone: cosa sapere per i cittadini italiani
I cittadini italiani sono attualmente esenti dall’obbligo di visto per soggiorni turistici e di affari in Giappone fino a 90 giorni. Questa esenzione non è interessata dall’aumento delle tariffe annunciato.
Tuttavia, esistono diverse categorie di viaggiatori italiani che devono richiedere un visto prima di partire:
- Chi si reca in Giappone per motivi di lavoro (trasferimento)
- Chi intende svolgere attività di studio o ricerca
- Chi ha intenzione di stabilirsi in Giappone per un periodo superiore a 90 giorni
- Chi partecipa a programmi culturali o di scambio con specifici requisiti d’ingresso
- Chi ha la cittadinanza di un paese terzo e risiede in Italia, soggetto alle regole del proprio paese d’origine
Per questi profili, l’aumento del 1° luglio 2026 è concreto e immediato. È quindi fondamentale verificare in anticipo quale tipologia di visto è necessaria e pianificare la domanda prima della scadenza, se possibile.
Per informazioni aggiornate sulle categorie di visto e sulla documentazione richiesta, è possibile consultare il sito ufficiale dell’Ambasciata del Giappone in Italia.
Il Japan eVISA e la digitalizzazione delle formalità d’ingresso
Il sistema Japan eVISA è la procedura di visto elettronico già attiva per alcune nazionalità e tipologie di viaggio. Permette di presentare la domanda interamente online, senza recarsi fisicamente al consolato.
Il portale ufficiale evisa.mofa.go.jp consente di verificare se la propria nazionalità, il paese di residenza e il motivo del viaggio rientrano tra quelli ammessi alla procedura digitale.
Le autorità giapponesi non hanno ancora pubblicato chiarimenti specifici sull’applicazione del nuovo tariffario ai visti elettronici. Tuttavia, il Japan eVISA è una modalità di presentazione della domanda, non una categoria di visto separata: è quindi ragionevole attendersi che anche le domande online siano soggette alle nuove tariffe dal 1° luglio 2026.
Domanda frequente: il visto elettronico Japan eVISA costerà di più dopo il 1° luglio 2026?
Risposta: È probabile che sì. Il Japan eVISA non è una categoria distinta di visto, ma una modalità digitale per presentare la domanda. Le nuove tariffe approvate dal governo giapponese si applicano ai visti in generale, e le domande online dovrebbero essere soggette agli stessi aumenti. Si consiglia di verificare gli aggiornamenti sul portale ufficiale dell’Ambasciata del Giappone in Italia.
Il futuro sistema JESTA: cosa cambierà per chi viaggia senza visto
Parallelamente all’aumento dei costi del visto, il Giappone sta sviluppando JESTA (Japan Electronic System for Travel Authorization), un sistema di autorizzazione elettronica al viaggio destinato ai visitatori oggi esenti da visto, simile all’ESTA americano o all’ETA australiano.
JESTA è atteso nel corso dell’anno fiscale 2028. Una volta operativo, i cittadini italiani e di altri paesi esenti da visto dovranno richiedere un’autorizzazione digitale prima di partire per il Giappone, anche per soggiorni turistici brevi.
Questo sistema non è ancora attivo: al momento, i turisti italiani possono recarsi in Giappone senza alcuna formalità preventiva per soggiorni entro i 90 giorni. Ma è utile tenerlo presente in ottica di pianificazione futura.
Come richiedere il visto per il Giappone: la procedura passo per passo
Per chi ha bisogno di un visto giapponese, la procedura standard prevede i seguenti passaggi:
- Verifica della tipologia di visto necessaria in base al motivo del viaggio (turismo, lavoro, studio, ecc.)
- Raccolta della documentazione richiesta: passaporto con almeno 6 mesi di validità, modulo di domanda compilato, foto formato tessera, prova del motivo del viaggio (lettera d’invito, iscrizione a corso, contratto, ecc.)
- Prenotazione dell’appuntamento presso il Consolato Generale del Giappone competente per territorio (Roma dalla Toscana in giù o Milano dall’Emilia in su)
- Presentazione della domanda con i documenti in originale e copia
- Pagamento dei diritti consolari nelle modalità e valute accettate dal consolato
- Ritiro del visto, generalmente in 5–7 giorni lavorativi per i casi standard oppure in giornata per le nazionalità previste
I tempi possono variare in periodi di alta stagione o per tipologie di visto particolari. Affidarsi a un’agenzia specializzata consente di ridurre il rischio di errori nella documentazione e di gestire le pratiche in modo più rapido ed efficiente.
Perché affidarsi a Vistonline per il visto Giappone
Vistonline è attiva dal 1997 nella gestione di pratiche consolari e legalizzazione di documenti. Con sede a Roma e un team specializzato su destinazioni in tutto il mondo, l’agenzia segue ogni fase della procedura: dalla verifica dei documenti necessari alla presentazione della domanda, fino al ritiro del visto.
In un momento in cui le tariffe consolari cambiano e le formalità diventano più articolate, avere un punto di riferimento esperto può fare la differenza tra una pratica approvata nei tempi giusti e un ritardo costoso.
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Domande frequenti
Quanto costerà il visto per il Giappone dopo il 1° luglio 2026?
Dal 1° luglio 2026, il visto a ingresso singolo per il Giappone costerà 15.000 yen (circa 81 €), rispetto ai precedenti 3.000 yen (circa 16 €). Il visto a ingressi multipli passerà da 6.000 a 30.000 yen, equivalenti a circa 162 €. Si tratta di un aumento di cinque volte rispetto alle tariffe in vigore dal 1978. I diritti possono essere riscossi in valuta locale dall’ambasciata o dal consolato giapponese del paese in cui viene presentata la domanda.
I cittadini italiani hanno bisogno del visto per andare in Giappone?
I cittadini italiani sono esenti dall’obbligo di visto per soggiorni in Giappone fino a 90 giorni per motivi turistici o di visita. L’esenzione non è interessata dall’aumento tariffario del 1° luglio 2026. Tuttavia, chi si reca in Giappone per lavoro, studio o per periodi superiori ai 90 giorni deve richiedere un visto specifico presso il Consolato Generale del Giappone competente per territorio. Per le categorie soggette a visto, le nuove tariffe si applicano a tutte le domande depositate dal 1° luglio 2026.
Cosa è il JESTA e quando entrerà in vigore?
JESTA (Japan Electronic System for Travel Authorization) è il futuro sistema giapponese di autorizzazione elettronica al viaggio, pensato per i visitatori attualmente esenti da visto, inclusi i cittadini italiani. Funzionerà in modo simile all’ESTA degli Stati Uniti: richiederà di registrare alcune informazioni prima della partenza per rafforzare i controlli preventivi all’ingresso. Il sistema è atteso nel corso dell’anno fiscale 2028 e non è ancora operativo. Fino all’entrata in vigore del JESTA, i turisti italiani possono continuare a viaggiare in Giappone senza formalità preventive per soggiorni entro i 90 giorni.
Le informazioni fornite hanno finalità esclusivamente informative e possono subire variazioni. Si invita a verificare sempre requisiti, procedure e aggiornamenti sui siti ufficiali governativi del Paese di riferimento.
Aggiornato il: 23 giugno 2025


