A partire dal 1° gennaio 2026, il panorama dei viaggi verso il Pakistan ha subito un cambiamento significativo e inaspettato. Il sistema “Visa Prior to Arrival” (VPA), che permetteva un accesso agevolato al Paese, è stato rimosso dal portale ufficiale dei visti elettronici (visa.nadra.gov.pk). Questa mossa segna un’inversione di tendenza rispetto alle politiche di apertura turistica promosse negli ultimi anni.
Sospeso il visto gratuito “Visa Prior to Arrival”: cosa cambia per i viaggiatori
La sospensione del programma VPA è avvenuta in modo silenzioso ma impattante. Sebbene sull’applicazione mobile “Pak ID” (lanciata nel febbraio 2025) l’opzione “Visa Prior to Arrival” appaia ancora visibile nell’interfaccia, essa non è più funzionale. Gli utenti che tentano di selezionarla vengono reindirizzati sistematicamente verso un messaggio che invita a presentare la domanda tramite il portale standard POVS (Pakistan Online Visa System), selezionando la “categoria di visto appropriata”.
Al momento, le autorità pakistane non hanno rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale pubblica per confermare, spiegare o definire la durata (temporanea o definitiva) di questa sospensione. Questa mancanza di comunicazione ha creato incertezza tra i viaggiatori e gli operatori del settore turistico.
Un passo indietro rispetto alla politica di attrattività del 2024
Introdotto nell’agosto 2024, il VPA rappresentava uno dei pilastri fondamentali della strategia del governo pakistano per rilanciare il turismo e l’economia. Il sistema consentiva ai cittadini di 126 Paesi di ottenere un visto turistico o d’affari gratuito, valido per 90 giorni e con ingressi multipli, attraverso una procedura estremamente semplificata.
La decisione di sospendere questo canale preferenziale contrasta nettamente con le intenzioni dichiarate all’epoca dal Primo Ministro Shehbaz Sharif e dal Ministro dell’Informazione Attaullah Tarar, che avevano lodato l’iniziativa come un mezzo per abbattere la burocrazia e attrarre investimenti stranieri.
Ritorno al Visto Elettronico a pagamento (E-visa): costi e dettagli
Con la fine del regime di gratuità del VPA, i viaggiatori provenienti dalle 126 nazioni precedentemente esenti devono ora richiedere un visto elettronico standard. Questo comporta il ritorno al pagamento delle tasse consolari, che variano in base alla nazionalità del richiedente. Ecco alcuni esempi delle nuove tariffe applicabili:
- Cittadini dell’Unione Europea: circa 35 USD per un visto turistico a ingresso singolo di 3 mesi.
- Cittadini di Stati Uniti, Canada e Regno Unito: circa 60 USD.
- Le tariffe per altre nazionalità variano secondo gli accordi bilaterali vigenti.
Tempi di attesa più lunghi e moduli più complessi
Oltre all’introduzione dei costi, il cambiamento impatta pesantemente sull’iter burocratico e sui tempi di rilascio:
- Tempi di elaborazione: Mentre il VPA veniva generalmente approvato in 24-48 ore, per il classico e-Visa turistico le autorità prevedono ora un tempo di lavorazione che può raggiungere i 7 giorni lavorativi.
- Documentazione richiesta: Il modulo di domanda è stato appesantito. Rispetto alle circa venti domande del modello VPA, il nuovo form richiede molte più informazioni, incluso l’obbligo di fornire una prova dell’alloggio (prenotazione alberghiera o lettera d’invito), requisito che era stato snellito con la riforma del 2024.
Le 126 nazionalità colpite dalla sospensione
La misura interessa un vasto numero di viaggiatori provenienti da ogni continente. Di seguito l’elenco dei Paesi che perdono il privilegio del visto gratuito e rapido:
Europa
Albania, Germania, Andorra, Austria, Belgio, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Spagna, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Islanda, Italia, Kosovo, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Malta, Moldavia, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Regno Unito, Russia, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera e Ucraina.
Africa
Sudafrica, Algeria, Angola, Benin, Camerun, Comore, Costa d’Avorio, Gibuti, Egitto, Etiopia, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Kenya, Madagascar, Malawi, Marocco, Maurizio, Mauritania, Mozambico, Nigeria, Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Senegal, Seychelles, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Togo, Tunisia, Zambia e Zimbabwe.
Asia e Medio Oriente
Arabia Saudita, Azerbaigian, Bahrein, Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia, Cina, Corea del Sud, Indonesia, Iran, Iraq, Giappone, Giordania, Kazakistan, Kirghizistan, Kuwait, Libano, Malesia, Maldive, Myanmar, Nepal, Oman, Uzbekistan, Filippine, Qatar, Singapore, Sri Lanka, Tagikistan, Thailandia, Turkmenistan, Turchia e Vietnam.
Americhe
Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Paraguay e Perù.
Oceania
Australia e Nuova Zelanda.
In attesa di chiarimenti ufficiali su un’eventuale reintroduzione del “Visa Prior to Arrival”, si consiglia a tutti i viaggiatori che intendono recarsi in Pakistan di pianificare il viaggio con largo anticipo, considerando i nuovi costi e i tempi tecnici necessari per l’ottenimento del visto elettronico standard.
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“Nota importante: Le normative sui visti sono soggette a variazioni repentine. Si raccomanda vivamente di verificare sempre le informazioni aggiornate sui siti governativi ufficiali o presso i consolati competenti prima di organizzare la partenza.”


