Visti USA: perché i tempi d’attesa non sono ancora tornati quelli di una volta
Chi sta pianificando un viaggio negli Stati Uniti in questi mesi si sarà già scontrato con una realtà poco piacevole, prenotare un colloquio in consolato può richiedere parecchia pazienza. Se prima della pandemia la procedura si svolgeva spesso nell’arco di qualche settimana, oggi lo scenario è molto diverso e i tempi si sono allungati notevolmente.
A mettere nero su bianco la situazione è stato un recente rapporto del Government Accountability Office (GAO) americano, che ha analizzato l’andamento dei visti non-immigrant tra il 2019 e il 2025. I numeri parlano chiaro a livello globale, il tempo medio di attesa per ottenere un colloquio per un visto turistico o d’affari è passato da 26 giorni nel 2019 a ben 201 giorni nel 2025. Quasi otto volte tanto. Va specificato che questo dato riguarda esclusivamente l’attesa per presentarsi al colloquio consolare, e non il tempo complessivo necessario per la decisione, le verifiche e la restituzione del passaporto.
Nel frattempo, il Dipartimento di Stato ha continuato a trattare un numero molto elevato di pratiche, le aggiudicazioni dei visitor visa sono passate dai 9,2 milioni del 2019 agli 11,7 milioni del 2025. Il problema, quindi, non è un calo del lavoro svolto, ma la forte pressione sulla rete consolare, che richiederebbe un numero di addetti maggiore. Basti pensare che nel 2025 gli officer impegnati sui visti non-immigrant erano 904, contro i 1.342 dell’anno precedente.
Cosa succede per chi richiede il visto dall’Italia?
Per chi presenta la domanda in Italia, la media mondiale di 201 giorni non deve spaventare né essere presa come riferimento diretto. Le tempistiche variano sensibilmente da una sede all’altra e vengono aggiornate continuamente dal Dipartimento di Stato.
Per fare un esempio concreto, le rilevazioni ufficiali di metà settembre 2026 indicano che la disponibilità per il primo appuntamento utile per un visto B1/B2 è di circa 4/6 mesi a Milano, 3/4 mesi a Roma, Napoli e Firenze. Si tratta tuttavia di dati estremamente dinamici. Le agende consolari cambiano di continuo e non è raro che vengano sbloccati nuovi slot o che si liberino posti per via delle cancellazioni, permettendo a chi controlla spesso il sistema di anticipare la data di molto.
In casi eccezionali e documentati, principalmente per viaggi d’affari o di studio, è inoltre possibile inoltrare una richiesta di appuntamento accelerato (expedited appointment), la cui concessione resta comunque a discrezione della singola sede consolare.
Servirà davvero un visto B1/B2 o basta l’ESTA?
Prima di mettersi in coda per un colloquio, conviene sempre verificare se il visto tradizionale sia davvero indispensabile. Grazie al Visa Waiver Program, i cittadini italiani che viaggiano per turismo o affari per soggiorni inferiori ai 90 giorni possono infatti richiedere l’ESTA, un’autorizzazione elettronica rapida ed economica che sostituisce il visto.
Il visto classico (B1/B2) torna invece necessario in circostanze ben precise:
- Se il soggiorno supera i 90 giorni o prevede attività non consentite dal programma di esenzione;
- Se in passato si è subito un diniego dell’ESTA o si rientra in specifiche cause di inammissibilità. Solo per citare il motivo più frequente, avere precedenti penali;
- Se si possiede una doppia cittadinanza con Paesi considerati a rischio o se si è viaggiato in determinati Paesi negli ultimi anni.
A questo proposito, occorre fare molta attenzione alle limitazioni sui viaggi pregressi: chi è stato presente dal 1° marzo 2011 in Corea del Nord, Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria o Yemen, oppure a Cuba dal 12 gennaio 2021 in poi, perde automaticamente l’idoneità all’ESTA e deve obbligatoriamente richiedere il visto consolare.
Preparare bene la domanda resta fondamentale
Il colloquio consolare dura pochi minuti e il funzionario deve poter valutare la situazione del richiedente in tempi brevissimi. Una domanda compilata con informazioni poco chiare, incomplete o incoerenti può generare intoppi o ritrovarsi con un rifiuto che si sarebbe potuto evitare.
È proprio su questi aspetti, dalla compilazione precisa del modulo DS-160 fino alla verifica della documentazione da presentare allo sportello, che noi di Vistonline affianchiamo i clienti dal 1997. L’obiettivo non è promettere il rilascio del visto, che resta una decisione esclusiva delle autorità statunitensi, ma garantire di arrivare al colloquio con una pratica corretta, coerente e completa.
Se avete in programma un viaggio negli Stati Uniti nei prossimi mesi, il consiglio principale resta uno: verificate la vostra posizione con largo anticipo e avviate la procedura senza attendere l’ultimo momento.
Maggiori info sul visto per gli Stati Uniti sono disponibili in questa pagina del nostro sito www.vistonline.it
Aggiornato il: 2 ottobre 2026


