Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026
Serve ancora l’e-Visa per andare in India nel 2026? Cosa cambia con la riforma
Sì, per entrare in India serve ancora l’e-Visa: il Tourist Visa-on-Arrival esteso ai cittadini italiani è per ora solo una proposta. A indicarlo è un rapporto ufficiale del governo indiano che punta a semplificare l’accesso al Paese. Ecco cosa prevede la riforma, cosa non funziona ancora nel portale e-Visa e cosa serve oggi per partire.
Cosa serve oggi per partire: il riepilogo essenziale
Le riforme sono ancora in discussione: prima di prenotare il volo, controlla di avere tutto questo pronto. Sono i quattro elementi che oggi determinano l’ingresso in India per i cittadini italiani.
e-Visa turistico
e-Arrival Card
Air Suvidha 2.0
Passaporto valido
Il rapporto ufficiale che mette i visti al centro della strategia turistica
La semplificazione dei visti turistici per l’India è ora una priorità istituzionale, non solo un’intenzione dichiarata. A dirlo è un documento ufficiale del governo indiano.
Il rapporto «Unlocking Growth in Tourism and Hospitality Sector», pubblicato da NITI Aayog — l’ente di pianificazione strategica del governo indiano — in collaborazione con il Ministero del Turismo, è stato presentato a fine giugno 2025 a Nuova Delhi durante un convegno nazionale.
Il documento analizza le riforme necessarie per il settore turistico e alberghiero. Affronta investimenti, infrastrutture e operatori del settore. Ma riserva una sezione specifica alle formalità di ingresso, trattandole come leva competitiva al pari della capacità ricettiva e dei trasporti.
Per le autorità indiane, semplificare i visti non è più solo una questione burocratica. È una scelta strategica per attrarre più visitatori internazionali, anche rispetto ad altre mete asiatiche.
Il visto turistico all’arrivo: cos’è e chi potrebbe beneficiarne
Il Tourist Visa-on-Arrival è un’autorizzazione d’ingresso che si ottiene direttamente all’aeroporto, senza richiedere il visto prima della partenza. Attualmente in India è disponibile solo per un numero limitato di nazionalità.
Il rapporto raccomanda di estendere questo strumento a nuovi Paesi selezionati, con le seguenti caratteristiche:
- Durata: 90 giorni
- Tipologia: ingressi multipli
- Disponibilità: in aeroporti e porti designati
- Accesso: per le nazionalità ritenute idonee secondo criteri specifici
I criteri di selezione dei Paesi ammissibili potrebbero includere il potenziale turistico, il livello di reciprocità garantito ai cittadini indiani, il rischio migratorio e la cooperazione bilaterale con Nuova Delhi.
Oggi il visto all’arrivo in India è già previsto, ma in forma molto ristretta. È accessibile solo ai cittadini di Corea del Sud, Giappone ed Emirati Arabi Uniti, e solo se hanno già ottenuto in precedenza un e-Visa o un visto cartaceo indiano.
Attenzione: il Tourist Visa-on-Arrival esteso ai cittadini italiani è per ora solo una raccomandazione, non è entrato in vigore. Continua a richiedere l’e-Visa prima della partenza tramite il portale ufficiale indianvisaonline.gov.in.
Cosa non funziona ancora nel portale e-Visa indiano
Il sistema e-Visa indiano è già utilizzato da cittadini di 175 Paesi, inclusa l’Italia. Ma il rapporto NITI Aayog ne elenca chiaramente i punti critici.
Ecco i problemi segnalati nel documento ufficiale:
- Formulario percepito come eccessivamente lungo per un semplice viaggio turistico
- Interruzioni di sessione durante la compilazione
- CAPTCHA bloccanti e bug di visualizzazione
- Scarsa ottimizzazione per dispositivi mobili e alcuni browser
- Pagamenti falliti con carte di credito straniere
- Integrazione insufficiente con i circuiti di pagamento internazionali
- Tracciabilità limitata dello stato della pratica
- Difficoltà a distinguere il portale ufficiale da siti non autorizzati
Questi limiti non sono solo tecnici. Creano confusione e possono portare i viaggiatori a rivolgersi per errore a piattaforme non ufficiali, con conseguenti rischi e costi aggiuntivi.
Le novità già in vigore per chi viaggia in India
Alcune misure sono già operative e riguardano direttamente i viaggiatori italiani che pianificano un viaggio in India.
Tra le novità più recenti già attive:
- e-Arrival Card: ha sostituito le vecchie schede di arrivo cartacee dal 1° aprile 2026. Va compilata online prima dell’atterraggio.
- Air Suvidha 2.0: dichiarazione sanitaria digitale per i passeggeri internazionali in arrivo in India.
- UPI One World: portafoglio prepagato per i visitatori stranieri, per facilitare i pagamenti durante il soggiorno.
- Nuovi punti di ingresso abilitati all’e-Visa: aggiunti diversi aeroporti, porti marittimi e valichi terrestri.
Queste misure si inseriscono nel programma IVFRT (Immigration, Visa, Foreigners Registration & Tracking), approvato dal governo indiano nel marzo 2026 con un budget di circa 166 milioni di euro fino al 2031. L’obiettivo è modernizzare l’intero sistema di immigrazione e visti, con piattaforme integrate, servizi mobili e totem self-service agli aeroporti.
La connettività aerea: un tassello della stessa strategia
La semplificazione dei visti è parte di un piano più ampio che include anche il potenziamento dei collegamenti aerei interni.
Il governo indiano ha approvato una nuova fase del programma UDAN (Ude Desh ka Aam Naagrik), il piano nazionale per la connettività aerea regionale, con una dotazione di circa 2,6 miliardi di euro per il periodo 2026–2036.
Il programma prevede:
- Sviluppo di 100 nuovi aeroporti da piste attualmente inutilizzate
- Supporto a circa 441 aeroporti regionali
- Realizzazione di 200 eliporti moderni in zone difficili da raggiungere
Per i turisti stranieri, questo significa poter raggiungere destinazioni meno note ma di grande interesse, come alcune aree del Rajasthan, dell’Himalaya o dell’India del nordest.
Cosa fare oggi se vuoi richiedere il visto per l’India
Nonostante le riforme in discussione, le procedure attuali restano invariate. Chi pianifica un viaggio in India deve seguire il processo già in vigore.
Per i cittadini italiani, i passi principali sono:
- Verificare di rientrare tra le nazionalità ammesse all’e-Visa (attualmente sì, l’Italia è inclusa)
- Compilare la domanda sul portale ufficiale dell’India almeno 4 giorni lavorativi prima della partenza
- Pagare la tassa consolare con carta di credito o debito internazionale
- Ricevere l’e-Visa via email e stamparlo (o conservarlo in formato digitale)
- Compilare l’e-Arrival Card prima dell’atterraggio
- Presentarsi all’ingresso con passaporto valido e copia dell’e-Visa
Per evitare errori, tempi di attesa e problemi con i pagamenti online, molti viaggiatori scelgono di affidarsi a un’agenzia specializzata. Vistonline, operativa dal 1997, assiste ogni anno centinaia di cittadini italiani nelle pratiche di visto per destinazioni extraeuropee, inclusa l’India.
Per informazioni sulle procedure consolari aggiornate, è possibile consultare anche il sito del Ministero degli Affari Esteri italiano.
Domande frequenti sul visto per l’India
L'India ha già introdotto il visto turistico all'arrivo per gli italiani?
Quanto dura l'e-Visa turistico per l'India richiesto dall'Italia?
Cos'è l'e-Arrival Card indiana e chi deve compilarla?
L'e-Visa indiano è già migliorato rispetto agli anni scorsi?
Quali sono i problemi più comuni segnalati nel portale e-Visa indiano?
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