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Serve ancora l’e-Visa per andare in India nel 2026? Cosa cambia con la riforma

29/07/2026

Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026

Serve ancora l’e-Visa per andare in India nel 2026? Cosa cambia con la riforma

Sì, per entrare in India serve ancora l’e-Visa: il Tourist Visa-on-Arrival esteso ai cittadini italiani è per ora solo una proposta. A indicarlo è un rapporto ufficiale del governo indiano che punta a semplificare l’accesso al Paese. Ecco cosa prevede la riforma, cosa non funziona ancora nel portale e-Visa e cosa serve oggi per partire.

175
Paesi già coperti dall’e-Visa indiano
365 giorni
Validità dell’e-Visa turistico
4 giorni
Anticipo minimo per la richiesta

Cosa serve oggi per partire: il riepilogo essenziale

Le riforme sono ancora in discussione: prima di prenotare il volo, controlla di avere tutto questo pronto. Sono i quattro elementi che oggi determinano l’ingresso in India per i cittadini italiani.

e-Visa turistico

Da richiedere online almeno 4 giorni lavorativi prima della partenza sul portale ufficiale indiano.

e-Arrival Card

Obbligatoria dal 1° aprile 2026, va compilata online prima dell’atterraggio.

Air Suvidha 2.0

Dichiarazione sanitaria digitale richiesta a tutti i passeggeri internazionali in arrivo.

Passaporto valido

Da presentare all’ingresso insieme alla copia dell’e-Visa approvata.

Il rapporto ufficiale che mette i visti al centro della strategia turistica

La semplificazione dei visti turistici per l’India è ora una priorità istituzionale, non solo un’intenzione dichiarata. A dirlo è un documento ufficiale del governo indiano.

Il rapporto «Unlocking Growth in Tourism and Hospitality Sector», pubblicato da NITI Aayog — l’ente di pianificazione strategica del governo indiano — in collaborazione con il Ministero del Turismo, è stato presentato a fine giugno 2025 a Nuova Delhi durante un convegno nazionale.

Il documento analizza le riforme necessarie per il settore turistico e alberghiero. Affronta investimenti, infrastrutture e operatori del settore. Ma riserva una sezione specifica alle formalità di ingresso, trattandole come leva competitiva al pari della capacità ricettiva e dei trasporti.

Per le autorità indiane, semplificare i visti non è più solo una questione burocratica. È una scelta strategica per attrarre più visitatori internazionali, anche rispetto ad altre mete asiatiche.

Il visto turistico all’arrivo: cos’è e chi potrebbe beneficiarne

Il Tourist Visa-on-Arrival è un’autorizzazione d’ingresso che si ottiene direttamente all’aeroporto, senza richiedere il visto prima della partenza. Attualmente in India è disponibile solo per un numero limitato di nazionalità.

Il rapporto raccomanda di estendere questo strumento a nuovi Paesi selezionati, con le seguenti caratteristiche:

  • Durata: 90 giorni
  • Tipologia: ingressi multipli
  • Disponibilità: in aeroporti e porti designati
  • Accesso: per le nazionalità ritenute idonee secondo criteri specifici

I criteri di selezione dei Paesi ammissibili potrebbero includere il potenziale turistico, il livello di reciprocità garantito ai cittadini indiani, il rischio migratorio e la cooperazione bilaterale con Nuova Delhi.

Oggi il visto all’arrivo in India è già previsto, ma in forma molto ristretta. È accessibile solo ai cittadini di Corea del Sud, Giappone ed Emirati Arabi Uniti, e solo se hanno già ottenuto in precedenza un e-Visa o un visto cartaceo indiano.

Attenzione: il Tourist Visa-on-Arrival esteso ai cittadini italiani è per ora solo una raccomandazione, non è entrato in vigore. Continua a richiedere l’e-Visa prima della partenza tramite il portale ufficiale indianvisaonline.gov.in.

Cosa non funziona ancora nel portale e-Visa indiano

Il sistema e-Visa indiano è già utilizzato da cittadini di 175 Paesi, inclusa l’Italia. Ma il rapporto NITI Aayog ne elenca chiaramente i punti critici.

Ecco i problemi segnalati nel documento ufficiale:

  • Formulario percepito come eccessivamente lungo per un semplice viaggio turistico
  • Interruzioni di sessione durante la compilazione
  • CAPTCHA bloccanti e bug di visualizzazione
  • Scarsa ottimizzazione per dispositivi mobili e alcuni browser
  • Pagamenti falliti con carte di credito straniere
  • Integrazione insufficiente con i circuiti di pagamento internazionali
  • Tracciabilità limitata dello stato della pratica
  • Difficoltà a distinguere il portale ufficiale da siti non autorizzati

Questi limiti non sono solo tecnici. Creano confusione e possono portare i viaggiatori a rivolgersi per errore a piattaforme non ufficiali, con conseguenti rischi e costi aggiuntivi.

Le novità già in vigore per chi viaggia in India

Alcune misure sono già operative e riguardano direttamente i viaggiatori italiani che pianificano un viaggio in India.

Tra le novità più recenti già attive:

  1. e-Arrival Card: ha sostituito le vecchie schede di arrivo cartacee dal 1° aprile 2026. Va compilata online prima dell’atterraggio.
  2. Air Suvidha 2.0: dichiarazione sanitaria digitale per i passeggeri internazionali in arrivo in India.
  3. UPI One World: portafoglio prepagato per i visitatori stranieri, per facilitare i pagamenti durante il soggiorno.
  4. Nuovi punti di ingresso abilitati all’e-Visa: aggiunti diversi aeroporti, porti marittimi e valichi terrestri.

Queste misure si inseriscono nel programma IVFRT (Immigration, Visa, Foreigners Registration & Tracking), approvato dal governo indiano nel marzo 2026 con un budget di circa 166 milioni di euro fino al 2031. L’obiettivo è modernizzare l’intero sistema di immigrazione e visti, con piattaforme integrate, servizi mobili e totem self-service agli aeroporti.

La connettività aerea: un tassello della stessa strategia

La semplificazione dei visti è parte di un piano più ampio che include anche il potenziamento dei collegamenti aerei interni.

Il governo indiano ha approvato una nuova fase del programma UDAN (Ude Desh ka Aam Naagrik), il piano nazionale per la connettività aerea regionale, con una dotazione di circa 2,6 miliardi di euro per il periodo 2026–2036.

Il programma prevede:

  • Sviluppo di 100 nuovi aeroporti da piste attualmente inutilizzate
  • Supporto a circa 441 aeroporti regionali
  • Realizzazione di 200 eliporti moderni in zone difficili da raggiungere

Per i turisti stranieri, questo significa poter raggiungere destinazioni meno note ma di grande interesse, come alcune aree del Rajasthan, dell’Himalaya o dell’India del nordest.

Cosa fare oggi se vuoi richiedere il visto per l’India

Nonostante le riforme in discussione, le procedure attuali restano invariate. Chi pianifica un viaggio in India deve seguire il processo già in vigore.

Per i cittadini italiani, i passi principali sono:

  1. Verificare di rientrare tra le nazionalità ammesse all’e-Visa (attualmente sì, l’Italia è inclusa)
  2. Compilare la domanda sul portale ufficiale dell’India almeno 4 giorni lavorativi prima della partenza
  3. Pagare la tassa consolare con carta di credito o debito internazionale
  4. Ricevere l’e-Visa via email e stamparlo (o conservarlo in formato digitale)
  5. Compilare l’e-Arrival Card prima dell’atterraggio
  6. Presentarsi all’ingresso con passaporto valido e copia dell’e-Visa

Per evitare errori, tempi di attesa e problemi con i pagamenti online, molti viaggiatori scelgono di affidarsi a un’agenzia specializzata. Vistonline, operativa dal 1997, assiste ogni anno centinaia di cittadini italiani nelle pratiche di visto per destinazioni extraeuropee, inclusa l’India.

Per informazioni sulle procedure consolari aggiornate, è possibile consultare anche il sito del Ministero degli Affari Esteri italiano.

Domande frequenti sul visto per l’India

L'India ha già introdotto il visto turistico all'arrivo per gli italiani?
No. Il Tourist Visa-on-Arrival esteso a nuove nazionalità, inclusa l’Italia, è ancora una proposta contenuta nel rapporto NITI Aayog del giugno 2025. Non è ancora in vigore: i cittadini italiani devono continuare a richiedere l’e-Visa prima della partenza tramite il portale ufficiale indianvisaonline.gov.in, con un anticipo minimo di 4 giorni lavorativi.
Quanto dura l'e-Visa turistico per l'India richiesto dall'Italia?
L’e-Visa turistico per l’India ha una validità di 365 giorni dalla data di rilascio, con possibilità di ingressi multipli e una permanenza massima di 90 giorni per singolo soggiorno. È utilizzabile negli aeroporti abilitati indicati sul portale ufficiale indiano.
Cos'è l'e-Arrival Card indiana e chi deve compilarla?
L’e-Arrival Card è il modulo digitale obbligatorio che ha sostituito la scheda di arrivo cartacea dal 1° aprile 2026. Devono compilarla tutti i passeggeri internazionali in arrivo in India, inclusi i cittadini italiani, online prima dell’atterraggio.
L'e-Visa indiano è già migliorato rispetto agli anni scorsi?
Sì, parzialmente. Tra agosto 2025 e febbraio 2026 l’India ha aggiunto nuove nazionalità al sistema, aperto nuovi aeroporti e punti di ingresso abilitati all’e-Visa, e avviato miglioramenti tecnici al portale. Molte criticità segnalate nel rapporto NITI Aayog sono però ancora in corso di risoluzione.
Quali sono i problemi più comuni segnalati nel portale e-Visa indiano?
Il rapporto NITI Aayog segnala un formulario percepito come troppo lungo, interruzioni di sessione, CAPTCHA bloccanti, scarsa ottimizzazione mobile, pagamenti falliti con carte estere e tracciabilità limitata dello stato della pratica.

Pronto a partire per l'India?

Se vuoi essere sicuro di avere tutti i documenti in regola, il nostro team ti segue passo dopo passo nella pratica per l’e-Visa e il visto per l’India.

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Articolo scritto da
Founder e Responsabile Operativo

Paola Marinucci è la fondatrice di Vistonline e guida l'agenzia dal 1997. Specializzata in visti consolari per gli Stati Uniti, con una conoscenza approfondita delle dinamiche consolari maturata in oltre 30 anni di esperienza diretta.

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